Sébastien Lecornu, Ministro delle Forze Armate dal 2022, è stato nominato Primo Ministro martedì sera da Emmanuel Macron, succedendo a François Bayrou. Questa decisione, attesa da tempo, conferma la determinazione del Capo dello Stato a perseguire la sua attuale politica, nonostante il persistente stallo parlamentare e le crescenti sfide sociali.
38 anni, Sébastien Lecornu incarna la lealtà al Presidente: ex membro dei Repubblicani, è entrato a far parte della maggioranza presidenziale nel 2017. La sua nomina avviene in un contesto istituzionale teso, in cui il governo dovrà fare i conti con un’Assemblea Nazionale frammentata e la mancanza di una maggioranza assoluta.
Secondo l’Eliseo, la missione del nuovo Primo Ministro sarà quella di difendere “l’indipendenza e la potenza” della Francia, garantendo al contempo la “stabilità politica”. In particolare, dovrà elaborare un bilancio per il 2026 incentrato sulla riduzione del debito pubblico, una direzione già avviata dal suo predecessore e regolarmente criticata dall’opposizione.
Il Partito Socialista ha già annunciato il suo rifiuto di collaborare con un governo che considera “ostinato su una strada che ha portato al fallimento”. L’ipotesi, speculativa ma ampiamente pubblicizzata, di un riavvicinamento con il Raggruppamento Nazionale (RN) rimane: secondo quanto riportato dalla stampa, Sébastien Lecornu avrebbe incontrato segretamente Marine Le Pen e Jordan Bardella nel 2024 e nel 2025.
Mentre il RN si dichiara pronto a “giudicare il nuovo Primo Ministro in base ai fatti”, mantiene le sue “linee rosse”, in particolare il rifiuto di qualsiasi misura di austerità che incida sul potere d’acquisto.
Il passaggio di consegne avverrà mercoledì 10 settembre a mezzogiorno, in un contesto sociale instabile: un movimento nazionale di blocco, “Blocca Tutto”, è previsto per lo stesso giorno.








