I socialisti attaccano: “Nessuna risposta concreta, pronti alla sfiducia”
PARIGI – Il presidente francese Emmanuel Macron ha riconfermato Sébastien Lecornu nel ruolo di primo ministro, dopo le sue dimissioni a sorpresa presentate all’inizio della settimana. La nomina è stata ufficializzata dall’Eliseo e arriva al termine di giorni di consultazioni politiche tese, nel tentativo di evitare lo scioglimento dell’Assemblea nazionale e nuove elezioni anticipate.
“Accetto – per dovere – la missione affidatami dal presidente della Repubblica di fare tutto il possibile per dotare la Francia di un bilancio entro la fine dell’anno e affrontare i problemi quotidiani dei nostri connazionali”, ha scritto Lecornu in un messaggio su X (ex Twitter), aggiungendo: “Dobbiamo porre fine a questa crisi politica che esaspera i francesi e danneggia l’immagine e gli interessi della Francia”.
Macron cerca compromessi, ma resta la tensione con la sinistra
Secondo fonti dell’Eliseo citate dai media francesi, Macron è convinto che dalle riunioni con i leader dei partiti sia emersa “la possibilità di trovare compromessi per evitare la dissoluzione del parlamento”. Il presidente ha ribadito che bisogna fare “tutto il possibile” per scongiurare un ritorno alle urne, ma non ha ancora ottenuto il sostegno pieno delle opposizioni.
Nell’incontro tenutosi all’Eliseo, Macron ha escluso Rassemblement National e La France Insoumise, convocando invece i rappresentanti dei partiti più moderati. Tuttavia, l’incontro non ha rassicurato i socialisti.
“Il presidente non ha dato alcuna risposta chiara, né sul potere d’acquisto, né sulle pensioni, né su altri temi fondamentali”, ha dichiarato Olivier Faure, segretario del Partito Socialista, al termine della riunione. E ha avvertito: “Se tutti i temi non saranno messi sul tavolo, a cominciare dalla sospensione della riforma delle pensioni, siamo pronti a votare la sfiducia immediatamente”.
Resta il rischio instabilità
Lecornu, volto moderato e già ministro della Difesa, era stato scelto inizialmente per sostituire Gabriel Attal, ma aveva rassegnato le dimissioni lunedì scorso nel tentativo di agevolare una nuova maggioranza. La sua riconferma rappresenta ora un tentativo di consolidare l’esecutivo e assicurare l’approvazione della legge di bilancio, uno degli obiettivi urgenti dell’Eliseo.
Tuttavia, il clima politico resta incandescente, con un’opposizione frammentata ma agguerrita e un presidente che, a metà del suo secondo mandato, deve fare i conti con una crescente instabilità parlamentare e il malcontento popolare.








