La Corte Costituzionale boccia la decadenza: il Collegio di garanzia ha agito oltre i suoi poteri
Arriva da Bruxelles la reazione della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha annullato la decisione del Collegio regionale di garanzia elettorale sulla sua decadenza.
“La Consulta ha riconosciuto che il Collegio di garanzia elettorale ha esorbitato dai propri poteri – ha dichiarato Todde – pronunciandosi sulla mia decadenza in ipotesi non previste dalla legge come cause di ineleggibilità, menomando così le attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione Sardegna. In parole semplici, la Corte ha affermato che non spettava né allo Stato né al Collegio dichiarare la mia decadenza, né che vi fossero i presupposti per farlo. Vado avanti a testa alta.”
La sentenza n. 148 della Corte Costituzionale chiarisce che il Collegio ha agito fuori dai limiti di legge, pronunciandosi su motivi di ineleggibilità non previsti dall’ordinamento e disponendo la trasmissione dell’ordinanza al Consiglio Regionale per avviare la decadenza della presidente.
Un intervento giudicato dalla Consulta come una violazione delle competenze costituzionali della Regione Sardegna.
In particolare, la Corte ha stabilito che non spettava né allo Stato né al Collegio di garanzia disporre la decadenza di Todde, dichiarando illegittimo il passaggio in cui si “imponeva la decadenza” e si trasmetteva l’ordinanza al Consiglio Regionale per gli adempimenti del caso.
Con una seconda pronuncia, la sentenza n. 149, la Consulta ha invece dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzioni sollevato dalla Regione Sardegna contro il Tribunale di Cagliari, che aveva rigettato il ricorso della presidente contro l’ordinanza del Collegio.








