All’indomani degli scontri avvenuti a Torino, la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ribadisce la “nettissima condanna” delle violenze contro le forze dell’ordine e prende contatto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Alla leader dem non sono piaciute le accuse e le insinuazioni arrivate da alcuni esponenti del centrodestra, né quelle che definisce “strumentalizzazioni” politiche. Per questo, in un messaggio inviato alla premier, Schlein sottolinea che le forze dell’ordine sono “un patrimonio dello Stato, non una questione di parte” e che “nei momenti difficili le istituzioni devono unire, non dividere”.
Nel frattempo, nel centrosinistra si apre una riflessione su cause e conseguenze di quanto accaduto, anche alla luce delle diverse interpretazioni emerse. In Alleanza Verdi e Sinistra, i leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni ribadiscono una linea comune: “La nostra condanna delle inaccettabili violenze di Torino è netta, senza incertezze e unanime”. Smentita inoltre l’ipotesi di una riunione straordinaria del gruppo parlamentare già nei prossimi giorni.
A far discutere sono però le dichiarazioni del deputato Avs Marco Grimaldi, presente in piazza durante la manifestazione. In un’intervista afferma che tornerebbe a manifestare e si dice “disgustato” dalle immagini dell’agente a terra, condannando la “piccola minoranza” responsabile dei disordini. “La strada non è mai quella della guerriglia, ma della democrazia”, afferma, aggiungendo però che “quelle immagini non ci sarebbero mai state senza lo sgombero di Askatasuna”. Un parallelismo che crea malumori anche all’interno del suo stesso schieramento.
Dal Pd, il responsabile delle iniziative politiche Marco Furfaro è netto: “Non esistono giustificazioni. Non esistono ‘però’. Non esistono contesti che rendano accettabile colpire un uomo con un martello”. Ancora più duro Matteo Renzi: “Lo squallido e criminale attacco alla polizia di Torino pone un grande problema alla sinistra radicale. Se non si rompe ogni legame con chi giustifica i violenti, non vinceremo mai”. E aggiunge: “Quelli di ieri non erano compagni che sbagliano, ma terroristi da punire duramente”.
Il clima politico si fa sempre più teso. A Torino Forza Italia chiede al sindaco Stefano Lo Russo di estromettere Avs dalla giunta. “Ogni esitazione renderebbe il sindaco politicamente complice del clima di caos che travolge la città”, attacca l’azzurro Roberto Rosso. Nessun commento dall’assessore Jacopo Rosatelli, finito nel mirino, che fa sapere di non aver partecipato al corteo per Askatasuna perché impegnato in un’iniziativa della Croce Rossa.
Da Roma arriva anche l’affondo di Fratelli d’Italia. Il deputato Federico Mollicone accusa Schlein sostenendo che a Torino “non erano violenti, ma comunisti che votano le vostre liste in cambio di tutela per spazi occupati abusivamente”. Il Pd replica parlando di “falsità ripugnanti e vergognose”, mentre FdI rilancia le accuse anche sui social.
Nel frattempo, oltre alla premier Meloni, anche delegazioni di Pd e Movimento 5 Stelle fanno visita agli agenti feriti. La deputata pentastellata Chiara Appendino chiede “maggiori fondi per nuove assunzioni, stipendi più adeguati e un rafforzamento della copertura delle spese legali per gli agenti impegnati nel loro lavoro”, auspicando “convergenze” trasversali in Parlamento.








