A pochi giorni dal referendum sulla giustizia, il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, ha scelto la prudenza, evitando commenti diretti sul dibattito politico legato alla riapertura del Padiglione russo alla prossima Mostra internazionale d’Arte. “Di quel che non si può dire si deve tacere”, ha risposto ai giornalisti citando Wittgenstein, durante l’inaugurazione del Padiglione centrale dei Giardini di Castello, completamente rinnovato dopo 16 mesi di lavori di restauro.
A fare gli onori di casa, oltre a Buttafuoco, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il presidente della Regione Alberto Stefani. Per il Ministero della Cultura era presente il vicecapo di gabinetto Valerio Sarcone, impegnato a verificare eventuali violazioni del quadro sanzionatorio europeo nei confronti della Russia.
Stefani si è mostrato conciliante, affermando che il governo “non mancherà all’appoggio alla Biennale” e sottolineando che l’arte deve essere “uno spazio libero e non una scusa per fare guerra o scontro”. Più deciso Brugnaro, che ha precisato: “Se il Governo russo facesse propaganda, saremmo i primi a chiudere il Padiglione. Siamo filo-ucraini, ma non siamo in guerra con il popolo russo, e l’arte deve restare aperta”.
Il restauro del Padiglione centrale, finanziato con 31 milioni di euro nell’ambito del Pnrr, fa parte di un più ampio programma di potenziamento della Biennale che prevede 22 interventi tra Giardini, Arsenale, Lido e Mestre. Gli spazi sono stati completamente riorganizzati: la Sala Chini funge da snodo principale, attorno al quale si sviluppano bookshop, caffetteria, sala didattica e spazi tecnici. Le sale espositive sono state progettate come ambienti neutri e flessibili, in stile “white box”, per ospitare allestimenti temporanei. Particolare attenzione è stata dedicata al restauro degli infissi progettati da Carlo Scarpa.
Tra le novità più visibili, due strutture esterne ispirate alle altane veneziane, che collegano il Padiglione al paesaggio dei Giardini. “È un nuovissimo capitolo della storia gloriosa di un luogo unico – ha commentato Buttafuoco –. Questo Padiglione, nato 131 anni fa, ha visto esprimersi liberamente tutti i più grandi artisti e oggi torna alla sua funzione originaria di spazio espositivo, aprendo un nuovo capitolo”.








