Addio all’alloggio gratuito e agli aiuti sociali per i richiedenti asilo nel Regno Unito. In base a nuove norme legislative annunciate dalla ministra dell’Interno britannica, Shabana Mahmood, i richiedenti asilo saranno tenuti a contribuire al pagamento delle spese di alloggio, comprese quelle degli hotel. Inoltre, non potranno ottenere un insediamento stabile nel Regno Unito finché non avranno rimborsato fino a 10.000 sterline (circa 13.231 dollari).
Il nuovo sistema dovrebbe funzionare in modo simile a quello dei prestiti universitari: i migranti rimborseranno mensilmente una parte dell’importo dovuto, una volta superata una determinata soglia di reddito. I pagamenti saranno riscossi tramite l’Amministrazione fiscale britannica (HMRC), il Dipartimento per il Lavoro e le Pensioni (DWP) oppure direttamente dal Ministero dell’Interno.
Secondo le nuove regole, tutti i richiedenti asilo saranno soggetti a un contributo fisso, indipendentemente dal luogo in cui sono ospitati, che si tratti di hotel, alloggi condivisi o ex basi militari.
Nel motivare la riforma, la ministra dell’Interno, di origini pakistane, ha dichiarato: «Il costo dell’accoglienza dei richiedenti asilo per i contribuenti britannici è estremamente elevato. Abbiamo già ridotto le spese per il sistema d’asilo di un miliardo di sterline, ma è giusto chiedere a chi è in grado di farlo di contribuire».
Mahmood ha aggiunto: «Ricevere il sostegno previsto dal sistema d’asilo è un diritto, ma comporta anche delle responsabilità. Quando le persone sono in condizione di contribuire e restituire qualcosa alla società britannica, ci aspettiamo che lo facciano».
Nel Regno Unito, i richiedenti asilo possono lavorare una volta ottenuto lo status di protezione oppure, se la loro domanda è ancora in attesa di decisione dopo un anno dalla presentazione, in determinate circostanze.
Infine, i migranti la cui domanda di asilo è stata respinta e che sono stati espulsi non potranno fare ritorno nel Regno Unito.






