Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver lanciato, nella notte tra mercoledì e giovedì, una nuova serie di attacchi contro l’Iran, poche ore dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva dichiarato che l’accordo temporaneo volto a porre fine alla guerra con Teheran era «terminato».
L’esercito americano ha comunicato, attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, di aver effettuato una nuova ondata di bombardamenti contro l’Iran con l’obiettivo di «indebolire ulteriormente la sua capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz».
Secondo i media iraniani, gli attacchi hanno colpito diverse città nel sud del Paese, tra cui Bandar Abbas, Sirik e Bushehr. L’agenzia di stampa ufficiale iraniana ha inoltre riferito che circa dieci esplosioni sono state udite a Chabahar e Konarak, nel sud-est dell’Iran, aggiungendo che alcune zone della città di Chabahar sono rimaste senza elettricità.
La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che le schegge dei proiettili statunitensi, che hanno colpito aree del porto di Chabahar, hanno raggiunto anche l’ospedale Imam Ali della città. L’agenzia iraniana Mehr ha invece riferito che gli Stati Uniti hanno preso di mira due moli portuali e una torre di controllo del traffico marittimo a Chabahar.
L’agenzia di stampa Fars ha segnalato tre forti esplosioni nella città di Jaghdak, nella provincia di Bushehr. In precedenza, il sito iraniano Noor News, citando una fonte informata, aveva affermato che l’attacco su Bushehr non aveva causato danni alla centrale nucleare della città.






