La premier Giorgia Meloni ha lanciato un duro attacco alle opposizioni, accusandole di “minimizzare o giustificare” l’omicidio dell’attivista americano Charlie Kirk, ucciso in Utah per le sue idee politiche. “In Italia il clima sta diventando insostenibile – ha denunciato durante la festa nazionale dell’Udc –. La sinistra ci ha sempre accusato di diffondere odio, ma ora tace o addirittura giustifica un assassinio a sangue freddo”.
La polemica è scoppiata dopo le dichiarazioni del matematico Piergiorgio Odifreddi su La7, il quale ha paragonato l’omicidio di Kirk a quello di Martin Luther King, sostenendo che “chi semina vento raccoglie tempesta”. Meloni ha reagito con durezza: “Chiedo a questo intellettuale di sinistra: esistono persone a cui è legittimo sparare in base alle loro idee?”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “cattivi maestri” e ha puntato il dito contro il M5S, definendolo “responsabile della crescita del clima d’odio” dopo gli scontri in Senato con l’accusa a Tajani di essere un “influencer prezzolato da Israele”.
Le opposizioni replicano definendo le accuse della premier “vittimismo” e un tentativo di “incendiare il clima politico”. Giuseppe Conte (M5S) invita il governo a “moderare i toni”, mentre Elly Schlein (Pd) accusa Meloni di “fomentare un clima incandescente per coprire il nulla cosmico della sua azione di governo”.
Intanto, il Viminale ha diffuso una circolare per aggiornare i livelli di sicurezza delle autorità, citando il “rischio emulazione” dopo l’omicidio Kirk. Il ministro dell’Interno Piantedosi ha spiegato di essere stato “ispirato anche da qualche tono esagerato in Parlamento”.
Meloni, nel suo intervento, ha anche toccato i temi della manovra (“ci concentreremo sul ceto medio”), del premierato e della lotta all’immigrazione clandestina, definita “mafia del mare”. Nessun cenno, invece, alle crisi in Ucraina e Gaza.








