Niente stretta di mano, nessun abbraccio. La tensione tra Michele Emiliano e Antonio Decaro è emersa in modo plateale durante la cerimonia inaugurale della Fiera del Levante, dove il governatore uscente della Puglia ha lanciato un chiaro monito contro la figura dell’”uomo solo al comando“, in un riferimento non troppo velato all’ex sindaco di Bari, candidato alla successione.
Emiliano, nel suo ultimo discorso da presidente (per ora), ha ricordato che il successo del “modello Puglia” – che ha permesso al centrosinistra di “vincere tutto” in 20 anni – si basa sul rifiuto di logiche personalistiche. “Decidemmo di non utilizzare mai espressioni come: ‘se c’è lui, non ci sono io'”, ha sottolineato, alludendo alle condizioni poste da Decaro per accettare la candidatura: il ritiro di Emiliano dalla corsa al Consiglio regionale e quello di Nichi Vendola.
Decaro, da Bruxelles, ha replicato seccamente: “Non credo di essere il prototipo dell’uomo solo al comando”. E ha aggiunto: “Dal discorso di Emiliano ho colto soprattutto il riferimento al ritardo sulla costruzione del programma: vado avanti con l’ascolto della coalizione”.
I due non si sono incrociati all’arrivo né alla partenza, lasciando palpabile la freddezza. Emiliano ha definito “imperscrutabile” quanto accaduto nelle ultime settimane, assicurando però il suo impegno per ritrovare “unità, serietà e senso del limite”. Con una battuta finale ha scherzato: “Non voglio fare concorrenza ai locali come presidente del Consiglio”.
La frattura nel centrosinistra pugliese resta aperta, mentre la campagna per le regionali si avvia tra polemiche e vecchie rivalità.








