Pronte le istruzioni su iperammortamento. Verso l’allentamento del vincolo “made in Ue”
Arriva il primo ok al decreto Transizione 5.0 e con esso cambiano le regole del golden power. Tra i criteri per l’esercizio dei poteri speciali dello Stato entra ufficialmente anche la sicurezza economica e finanziaria, mentre per il settore finanziario l’intervento del governo sarà subordinato al previo parere delle autorità europee competenti.
Le novità sono contenute nel decreto, che ha appena incassato la fiducia del Senato e passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva. Le modifiche rispondono alle osservazioni sollevate dalla Commissione europea e adeguano la normativa italiana ai rilievi Ue.
In particolare, viene ampliata la nozione di pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale, includendo la “sicurezza economica e finanziaria nazionale”, qualora gli interessi essenziali dello Stato non siano già adeguatamente tutelati da una regolamentazione di settore.
Una seconda modifica, ancora più mirata alle richieste di Bruxelles, riguarda banche e assicurazioni: l’attivazione del golden power sarà possibile solo dopo la conclusione dei procedimenti pendenti davanti alle autorità europee competenti in materia prudenziale e concorrenziale, ovvero la Bce e la Commissione Ue.
Il decreto Transizione 5.0, approvato dal Consiglio dei ministri il 20 novembre per superare lo stallo seguito all’esaurimento dei fondi per gli incentivi, fissa inoltre al 27 novembre 2025 la chiusura della piattaforma per la presentazione delle domande e stanzia 250 milioni aggiuntivi per il 2025.
A Palazzo Madama il provvedimento è passato con 88 voti favorevoli, 58 contrari e un astenuto, rinnovando la fiducia al governo. Ora il testo approda alla Camera, dove dovrà essere convertito in legge entro il 20 gennaio.
Nel frattempo, le imprese si preparano all’arrivo dei nuovi incentivi. Dal 2026, infatti, iperammortamento e superammortamento, introdotti con la manovra, prenderanno il posto dei crediti d’imposta. Le istruzioni operative sono già pronte e contenute nel decreto attuativo del Mimit, adottato di concerto con il Mef, in attesa del via libera della Ragioneria generale dello Stato e della Corte dei Conti.
Il meccanismo prevede l’invio di una o più comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva interessata dagli investimenti. Entro due mesi dalla notifica dell’esito positivo da parte del Gse dovrà essere trasmessa la comunicazione di conferma, mentre quella di completamento andrà inviata al termine degli investimenti e comunque entro il 15 novembre 2028.
Il decreto affida al Gse le verifiche documentali e i controlli sugli investimenti agevolati, definendo anche le cause di decadenza dal beneficio. I termini di apertura della piattaforma informatica saranno fissati con uno o più decreti direttoriali.
Quanto ai beni agevolabili, la maggiorazione del costo di acquisizione riguarda quelli nuovi prodotti in uno Stato membro dell’Ue o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo. Tuttavia il vincolo “made in Ue” potrebbe presto essere allentato: il governo sta infatti valutando una modifica normativa per estendere il perimetro anche ai Paesi del G7, includendo così Stati Uniti e Giappone.








