Tragedia in montagna sopra Solda, dove due freerider hanno perso la vita travolti da una valanga durante un’uscita in fuoripista su Punta Beltovo. Le vittime sarebbero due turisti di nazionalità finlandese.
La slavina si è staccata su un pendio facilmente raggiungibile con gli impianti di risalita, una zona solitamente frequentata dagli sciatori, mentre gli scialpinisti prediligono altri versanti meno battuti. L’allarme è scattato intorno alle 13.30, inizialmente per una seconda valanga scesa poco distante, nei pressi del rifugio Madriccio, in un’area già nota per precedenti distacchi.
Durante le operazioni di ricognizione in elicottero, i soccorritori hanno individuato un’altra valanga su Punta Beltovo e, sorvolando la zona, hanno notato una persona intenta a scavare nella neve. Una volta raggiunto, il superstite ha riferito della presenza di due amici sepolti sotto la massa nevosa.
Grazie all’uso dell’ARTVA, i soccorritori hanno localizzato rapidamente i due freerider: uno si trovava sotto circa 60 centimetri di neve, l’altro sotto uno strato di un metro e mezzo. Entrambi, però, erano già deceduti al momento del recupero. Il compagno è stato trasportato in ospedale con ferite di media gravità.
La seconda valanga, che aveva inizialmente fatto scattare l’allerta, non ha invece causato vittime e l’allarme è rientrato. Sul posto sono intervenuti gli uomini del Soccorso alpino dell’Alpenverein, del CNSAS e della Guardia di finanza delle stazioni di Tubre, Solda, Trafoi e Prato allo Stelvio.
Nella zona dell’Ortles il pericolo valanghe è attualmente di grado tre su cinque (marcato), ma in alcuni pendii e in determinate condizioni può salire a grado quattro (forte), anche a causa delle nevicate dei giorni scorsi.
Il gruppo dell’Ortles è purtroppo teatro di numerosi incidenti. Lo scorso 1° novembre cinque alpinisti tedeschi morirono su Cima Vertana, a 3.545 metri di quota, travolti da una valanga staccatasi nel pomeriggio mentre due cordate erano in salita verso la vetta. In quell’occasione, tre vittime furono recuperate in giornata, mentre le altre due vennero ritrovate solo il mattino successivo.
Secondo quanto accertato allora, la causa del distacco fu un fenomeno di neve a lastroni, ovvero uno strato di neve fresca scivolato su un fondo più vecchio e ghiacciato. Un rischio che, come sottolineato proprio oggi da un esperto del servizio meteo della Provincia di Bolzano ai microfoni di Rai Südtirol, resta attuale dopo le recenti nevicate, con la neve nuova appoggiata su strati ormai consolidati e gelati.








