Addis Abeba – Il Piano Mattei “sta contribuendo a rivoluzionare il modo di guardare all’Africa e, conseguentemente, di agire in Africa”. Con queste parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rilanciato da Addis Abeba la strategia italiana per il continente africano, in occasione del secondo vertice Italia-Africa.
Mentre da Monaco il leader tedesco Friedrich Merz sottolineava il “divario” tra Europa e Stati Uniti, Meloni ha ribadito il ruolo dell’Italia come ponte tra le due sponde del Mediterraneo, definendo il Piano Mattei – lanciato due anni fa – “una scommessa vinta”. La premier ha assicurato ai partner africani che l’iniziativa proseguirà secondo il metodo dell’ascolto, per renderla “più efficace, concreta e aderente alle esigenze dei territori”.
Debito e nuove clausole per calamità climatiche
Tra le novità annunciate, l’introduzione di clausole di sospensione del debito per i Paesi colpiti da eventi climatici estremi, nell’ambito dell’iniziativa di conversione del debito.
Un altro appuntamento chiave sarà il vertice in programma a giugno a Roma, co-presieduto dal presidente nigeriano Bola Tinubu. Al centro, la campagna lanciata con la Global Partnership for Education per raccogliere 5 miliardi di dollari e migliorare la qualità dell’istruzione per 750 milioni di bambini in oltre 90 Paesi.
Nei prossimi mesi potrebbe inoltre ampliarsi il gruppo delle 14 nazioni africane già coinvolte nel Piano Mattei.
Il vertice di Addis Abeba
Il summit nella capitale etiope è stato co-presieduto da Meloni e dal primo ministro Abiy Ahmed Ali. Prima dell’incontro multilaterale, i due leader hanno avuto un bilaterale, mentre le delegazioni definivano gli ultimi dettagli organizzativi.
Alla foto di famiglia, Meloni ha preso posto tra il presidente dell’Unione Africana e dell’Angola, João Lourenço, e lo stesso Abiy Ahmed, accanto al quale sedeva il segretario generale dell’Onu António Guterres.
Durante la tavola rotonda al Convention Center, la premier ha rivendicato il “salto di qualità” del Piano Mattei, oggi “non più solo una strategia italiana ma una sinergia di respiro internazionale”. Ha parlato di una struttura operativa consolidata, con risultati tangibili e un’architettura finanziaria solida e innovativa, anche grazie alla collaborazione con la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo e altre istituzioni finanziarie internazionali.
“Cooperazione da pari a pari”
Meloni ha ringraziato il “Sistema Italia”, rappresentato ad Addis Abeba da aziende pubbliche e private e dal mondo del terzo settore, tra cui Sant’Egidio, Leonardo, Enel, Eni, Acea, Cdp, Terna e Webuild.
Il Piano, ha ribadito, è “un patto tra nazioni libere che lavorano insieme”, fondato su una cooperazione “da pari a pari”, senza “tentazioni predatorie o approcci paternalistici”.
“Noi non vogliamo sfruttare la migrazione per avere manodopera a basso costo – ha aggiunto – ma combattere le cause profonde che spingono i giovani africani a lasciare le proprie nazioni”.
Citando un proverbio africano, la premier ha concluso: “Nessun sentiero si traccia senza incontrare pietre, ma grazie a quelle pietre possiamo andare avanti”.
Sostegno alla strategia italiana è arrivato anche da Abiy Ahmed, che ha definito l’Etiopia “fiera di far parte” di una visione che punta a fare dell’Italia un ponte tra Europa e Africa.
Meloni sarà inoltre ospite d’onore all’assemblea annuale dell’Unione Africana, sempre ad Addis Abeba. Secondo media locali, alcuni giornalisti di Reuters non avrebbero ottenuto l’accredito dopo un’inchiesta dell’agenzia su un presunto campo segreto in Etiopia per l’addestramento di combattenti destinati al gruppo paramilitare sudanese Rapid Support Forces.








