Nuovo scontro diplomatico tra Parigi e Roma. Questa volta è il presidente francese Emmanuel Macron a replicare duramente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, invitandola a non “commentare” gli affari interni francesi dopo il suo messaggio di cordoglio per l’uccisione a Lione del giovane attivista nazionalista Quentin Deranque.
L’affondo da New Delhi
Intervenendo da New Delhi, dove si trova in missione ufficiale, Macron ha ribadito che “non c’è posto per i movimenti che adottano e legittimano la violenza” e ha invitato le forze politiche “estreme” a fare “pulizia” al proprio interno.
Poi l’affondo diretto alla premier italiana: “Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite”, ha ironizzato, aggiungendo di essere “sempre sorpreso dal fatto che le persone nazionaliste, che non vogliono essere disturbate in casa loro, siano le prime a commentare ciò che accade altrove”.
Le dichiarazioni arrivano dopo il post con cui Meloni aveva espresso “profondo cordoglio” per la morte del giovane, parlando di un episodio che rappresenta “una ferita per l’intera Europa” e denunciando un “clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni”.
La replica di Meloni: “Non è un’ingerenza”
La reazione di Palazzo Chigi non si è fatta attendere. In una nota, lo staff della premier ha espresso “stupore” per le parole del presidente francese, sottolineando che il messaggio di Meloni voleva essere un segno di vicinanza al popolo francese e non un’ingerenza negli affari interni.
Successivamente la stessa Meloni è intervenuta per chiarire la propria posizione: “Commentai anche l’omicidio di Charlie Kirk, e non per ingerire nei fatti altrui, ma perché credo che le classi dirigenti debbano riflettere su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio”.
La premier ha poi aggiunto un riferimento polemico al passato dei rapporti tra i due Paesi: “È una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che la Francia conosce bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Non l’ho vissuta come un’ingerenza”.
Un rapporto complesso
L’episodio si inserisce in una relazione già tesa tra i due governi, segnata da frizioni sin dall’insediamento di Meloni a Palazzo Chigi, quando l’allora ministra francese Laurence Boone dichiarò che Parigi avrebbe “vigilato” sul rispetto di diritti e libertà in Italia.
Il nuovo dissidio esplode in un momento simbolico: i Giochi invernali Milano-Cortina sono alle battute finali e, alla cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, l’Italia passerà il testimone proprio alla Francia. È attesa la presenza della premier italiana e del primo ministro francese Sébastien Lecornu.
Il dibattito politico
Il caso ha acceso il confronto politico anche in Francia, dove la vicenda ha avuto ripercussioni sulle ipotesi di alleanze in vista delle presidenziali del 2027, e in Italia, con un botta e risposta alla Camera durante la commemorazione del giovane ucciso.
Nel frattempo, il vicepremier Antonio Tajani ha scritto sui social: “Ci sono stati tanti Quentin in Italia, soprattutto nei periodi più bui della Repubblica. Condannare episodi come quello di Lione serve anche a evitare di tornare a un passato che non vogliamo rivivere”.
Dal canto suo, l’entourage di Macron fa sapere che il presidente è preoccupato per le tensioni generate dalla vicenda e invita a evitare “qualsiasi meccanismo di violenza”, ribadendo la necessità di abbassare i toni.








