Nuovo scontro politico sul Consiglio superiore della magistratura e sul clima istituzionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde alle accuse delle opposizioni, che parlano di “scontro istituzionale” e di “ostilità nei confronti del Capo dello Stato”.
In un’intervista a SkyTg24, la premier ha riconosciuto la correttezza dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ho trovato le sue parole giuste. Credo sia corretto il richiamo al rispetto tra istituzioni e il passaggio in cui dice che è importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”.
Il caso Nordio e il richiamo del Colle
Le parole di Meloni arrivano dopo le polemiche suscitate dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nei giorni scorsi aveva definito alcune dinamiche del Csm un “meccanismo paramafioso”, facendo salire la tensione politica.
Poche ore dopo, con un intervento al plenum del Csm, Mattarella aveva chiesto “rispetto” tra le istituzioni. Nell’intervista, la premier non ha citato direttamente Nordio, ma ha puntato il dito contro le opposizioni, in particolare contro una parte del Partito democratico.
“Vedo un tentativo di trascinare la campagna elettorale in una sorta di lotta nel fango”, ha dichiarato Meloni, sostenendo che l’attacco nasca dalla difficoltà di contrastare una riforma che, in passato, alcune forze oggi all’opposizione avrebbero sostenuto.
Le critiche del Pd
Dal Partito democratico arrivano nuove accuse. Il deputato Peppe Provenzano ha parlato di “crisi istituzionale aperta da Nordio” che Mattarella avrebbe cercato di chiudere, ma che Meloni avrebbe riacceso con i video pubblicati sui social contro alcune recenti decisioni della magistratura.
La responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ha affermato: “Lo ha chiesto il Presidente della Repubblica. Ma, immediatamente dopo, la presidente del Consiglio non solo ha attaccato la magistratura, ma ha dimostrato indifferenza e ostilità nei confronti del Capo dello Stato”.
Intanto il Pd porta avanti la campagna referendaria come parte della strategia politica in vista delle elezioni del 2027. All’iniziativa romana dell’area “Costruire l’alternativa”, a sostegno del “No”, ha partecipato anche il giornalista Corrado Augias, che ha dichiarato: “Non si possono cambiare sette articoli della Costituzione in un’atmosfera di contrasto acceso come quella che c’è oggi in Italia, soprattutto per colpa della destra”.
Conte: “Il governo vuole inquinare la campagna”
Anche il presidente del M5s Giuseppe Conte attacca l’esecutivo: “L’obiettivo del governo è inquinare la campagna referendaria. Non ci facciamo imbrogliare dalla propaganda, sono nervosi perché cresce il numero di chi vuole votare no al referendum che serve per salvare i politici dalle inchieste”.
Nonostante il clima acceso e la sovrapposizione tra campagna referendaria e prospettiva delle politiche, Meloni ha escluso conseguenze per il governo dall’esito del voto del 22 e 23 marzo.
“Non si vota sul governo, si vota sulla giustizia. Il consiglio che do agli italiani è di andare a votare con coscienza, guardando al merito del quesito. Votate per voi, non per me o contro di me: non c’entra niente”, ha concluso la premier.








