I leader di dieci Paesi europei, tra cui la premier italiana Giorgia Meloni, hanno inviato una lettera ai vertici dell’Unione Europea chiedendo una revisione approfondita del sistema di scambio delle quote di emissione di CO₂ (Ets). Tra le richieste principali: l’estensione delle quote gratuite oltre il 2034 e un approccio graduale all’eliminazione delle quote gratuite a partire dal 2028.
Secondo il documento, i capi di Stato e di governo di Italia, Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia sollecitano inoltre un’accelerazione della revisione, che dovrebbe essere presentata “al più tardi entro la fine di maggio”.
Vertice a Palazzo Chigi tra Meloni e Pichetto
In mattinata, la premier Meloni ha incontrato a Palazzo Chigi il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto. Lo stesso Pichetto aveva annunciato in un’intervista a Repubblica l’incontro per fare il punto sul dossier Ets, alla vigilia del Consiglio Ue, e per riferire sulla riunione di ieri con gli omologhi europei a Bruxelles.
Durante l’incontro, Pichetto ha ribadito la posizione italiana: “Chiediamo la sospensione dell’Ets per il settore termoelettrico, o soluzioni che evitino un aumento praticamente triplicato del valore dell’Ets sul prezzo dell’energia”.
La posizione della Commissione Ue
Fonti europee ricordano che il sistema Ets è essenziale per la transizione energetica e industriale e rappresenta lo strumento più efficace per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Una fonte diplomatica Ue ha sottolineato:
“Se consideriamo le crisi attuali, è chiaro che siamo ancora troppo dipendenti dagli idrocarburi, quindi l’ultima cosa da fare ora sarebbe ritardare l’attuazione dell’Ets”.
Tuttavia, la Commissione potrebbe proporre modifiche mirate e temporanee per alcuni Stati membri, conciliando obiettivi climatici e esigenze energetiche.








