Il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha dichiarato che l’Europa dispone di riserve di carburante per aerei sufficienti solo per circa sei settimane, avvertendo della «possibile cancellazione di voli a breve» se le interruzioni delle forniture di petrolio dovute alla guerra in Iran continueranno.
Durante un’intervista con l’Associated Press, ha aggiunto che il mondo sta vivendo «la più grande crisi energetica» di sempre, a causa delle interruzioni delle forniture di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz.
Ha proseguito: «Ci saranno importanti ripercussioni sull’economia globale e, più a lungo durerà la crisi, peggiori saranno i suoi effetti sulla crescita e sull’inflazione», sottolineando che l’impatto includerà un aumento dei prezzi di benzina, gas ed elettricità.
Birol ha inoltre confermato che i paesi più colpiti saranno quelli in via di sviluppo, in particolare in Asia, Africa e America Latina, ma che tutti i paesi saranno interessati se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto in modo permanente. «Nessun paese è immune da questa crisi», ha affermato.
Ha infine aggiunto che il prolungarsi della chiusura dello stretto fino alla fine di maggio potrebbe spingere molti paesi, soprattutto i più fragili economicamente, ad affrontare un’elevata inflazione, un rallentamento economico o persino una recessione.
Esenzione temporanea dalle sanzioni statunitensi per la vendita di petrolio russo in mare
L’amministrazione del presidente americano Donald Trump ha concesso un’esenzione dalle sanzioni della durata di un mese, permettendo la vendita di petrolio russo già in mare, prorogando così una misura precedente…
Read more





