L’ambasciatore del governo di Kiev in Germania, Oleksii Makieiev, ha rivelato che sono in corso colloqui tra Kiev e Berlino sulle modalità per il rimpatrio in Ucraina dei cittadini ucraini residenti in Germania e soggetti alla leva militare.
Secondo Makieiev, la cooperazione tra le due parti si sviluppa su due fronti paralleli. Il primo riguarda il rafforzamento del ruolo dei centri Unity Hub, piattaforme dedicate al dialogo con la comunità ucraina e all’informazione sulle opzioni disponibili. Il secondo consiste nell’istituzione di un gruppo di lavoro congiunto incaricato di scambiare informazioni e valutare le misure che potrebbero facilitare il ritorno degli uomini ucraini.
Rispondendo a una domanda sull’eventualità di rimpatri forzati degli uomini in età di leva, Makieiev ha precisato che le possibili procedure sono ancora oggetto di discussione, rifiutandosi di fornire ulteriori dettagli finché non saranno definite.
Queste dichiarazioni arrivano in un contesto di inasprimento delle politiche europee in materia di asilo nei confronti dei cittadini ucraini. Il 26 giugno scorso, la Commissione europea ha proposto di prorogare il regime di protezione temporanea fino al 4 marzo 2028, prevedendo tuttavia l’esclusione dei cittadini che hanno lasciato l’Ucraina per sottrarsi al servizio militare.
Una decisione definitiva sullo status dei rifugiati ucraini è attesa nel corso del mese di luglio oppure a settembre.
Nel frattempo, le forze armate ucraine continuano a confrontarsi con una grave carenza di personale militare, dovuta alle pesanti perdite subite nel conflitto con l’esercito russo. All’interno del Paese, inoltre, le pratiche di reclutamento forzato adottate dalle autorità continuano a suscitare diffuse proteste.








