Il presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Mike Johnson, ha definito il diritto alla cittadinanza per nascita una «minaccia allo Stato di diritto e alla sicurezza nazionale» americana.
Le dichiarazioni di Johnson arrivano dopo la decisione della Corte Suprema di non accogliere l’ordine esecutivo con cui il presidente Donald Trump aveva cercato di limitare la cittadinanza per nascita ai soli bambini nati da almeno un genitore cittadino statunitense o in possesso di uno status legale. Secondo la maggioranza della Corte, una modifica di questo tipo richiederebbe un emendamento costituzionale.
Intervenendo al programma di Fox News, Johnson ha richiamato il parere dissenziente del giudice Clarence Thomas, affermando: «Thomas ha spiegato chiaramente che lo scopo originario del Quattordicesimo Emendamento era rafforzare e valorizzare la cittadinanza. Oggi, però, essa ha perso valore a causa del cosiddetto turismo della cittadinanza per nascita, ed è urgente affrontare questo problema».
Johnson ha aggiunto che, se fosse possibile correggere la questione attraverso una legge, il Congresso agirebbe immediatamente. Ha però riconosciuto che, qualora fosse necessario approvare un nuovo emendamento costituzionale, il processo richiederebbe molto più tempo, definendolo «complesso e raramente portato a termine».
Le sue dichiarazioni seguono l’appello di Donald Trump al Congresso affinché intervenga, sostenendo che «non c’è bisogno di un lungo e gravoso emendamento costituzionale». In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha scritto: «Il Congresso deve iniziare oggi stesso a lavorare per porre fine alla cittadinanza per nascita e avrà il mio pieno sostegno».
Trump ha inoltre trovato un possibile spiraglio nell’opinione del giudice Brett Kavanaugh, che non faceva parte della maggioranza favorevole al principio secondo cui chiunque nasca negli Stati Uniti ha diritto alla cittadinanza. Kavanaugh ha infatti lasciato aperta la possibilità che il Congresso possa riscrivere il Nationality Act del 1940, la legge che disciplina l’interpretazione del diritto costituzionale alla cittadinanza.
D’altra parte, alcuni esponenti repubblicani con competenze giuridiche hanno preso le distanze dalla posizione di Trump, sostenendo che l’abolizione della cittadinanza per nascita richieda necessariamente una modifica della Costituzione.
Il senatore Eric Schmitt ha dichiarato che il Congresso può seguire la procedura, «volutamente difficile», prevista per proporre un emendamento costituzionale, che richiede l’approvazione dei due terzi dei membri di entrambe le Camere e la ratifica da parte di tre quarti degli Stati. Ha inoltre affermato: «Una legge ordinaria non può rimediare al problema. Presenterò presto un emendamento costituzionale per ristabilire il sacro legame tra i cittadini e il loro governo».








