“Le sofferenze resteranno iscritte nel DNA delle nuove generazioni, minando ogni possibilità di un futuro di pace”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella commenta da Tallinn, in occasione del vertice informale di Arraiolos, l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza. Un risultato importante, certo, ma che non basta: per il capo dello Stato, serve una svolta politica che coinvolga realmente il popolo palestinese.
Il presidente italiano accoglie con sollievo la notizia dell’accordo, ma invita subito a guardare oltre. “Il cessate il fuoco allevierà le sofferenze dei palestinesi, ma bisogna raggiungere rapidamente le tappe successive verso una vera pace”, avverte Mattarella. Il riferimento è chiaro: l’intesa, pur significativa, lascia irrisolti nodi centrali, a partire dalla questione dello Stato palestinese.
“Due popoli, due stati: non è ostinazione, ma visione storica”
Nel suo intervento, Mattarella ribadisce con forza la necessità di una soluzione che includa la nascita di uno Stato palestinese. “L’insistenza per i due stati non nasce da cieca ostinazione, ma da una lucida visione storica”, afferma, sottolineando l’urgenza di affrontare i risentimenti e le ferite accumulate nel conflitto. “La pace – aggiunge – va acquisita nell’animo dei popoli, altrimenti non è pace”.
Il capo dello Stato lancia un appello a fermare immediatamente la politica di espansione israeliana: “Ne deriva l’assoluta necessità che venga pienamente annullata la spoliazione dei territori assegnati all’Autorità Palestinese in Cisgiordania”. Una condizione che, secondo Mattarella, è imprescindibile per una pace duratura.
Critiche all’Europa: “Divisa e lenta nei processi decisionali”
Nell’analisi del presidente non manca un passaggio critico sul ruolo dell’Unione Europea, finora incapace di incidere nel processo di pace. “Dobbiamo ammettere – dice – che le nostre divisioni interne, unite alla lentezza dei processi decisionali, ci hanno impedito di svolgere un ruolo visibile e incisivo”. Eppure, secondo Mattarella, l’Europa potrebbe offrire un contributo fondamentale, forte della sua storia di conflitti e riconciliazioni: “Basterebbe ritrovare la capacità di superare le divisioni e iniziare ad operare con una voce sola”.
Visita ai militari italiani in Estonia: “Garantite la pace in un contesto delicatissimo”
Meno visibile nel flusso delle notizie internazionali, ma altrettanto significativa, è stata la visita del presidente alla base militare NATO di Ämari, in Estonia, a circa 200 chilometri dal confine con la Russia. Qui operano circa 300 militari italiani, impegnati in una missione di sorveglianza dello spazio aereo nell’ambito della deterrenza NATO sul fronte orientale.
“In questo contesto internazionale complesso – ha detto Mattarella rivolgendosi ai militari – svolgete una missione di grandissimo rilievo, che serve a garantire la pace ed evitare smottamenti pericolosi della situazione internazionale”. Il rientro del capo dello Stato in Italia è avvenuto con una scorta d’onore particolare: due caccia Eurofighter italiani.








