Salvini rilancia su Strade Sicure: “Servono più militari nelle città”. Tensioni nella maggioranza

Matteo Salvini non arretra sul tema della sicurezza e rilancia la sfida in Parlamento sull’impiego dei militari dell’operazione Strade Sicure. Per il leader della Lega, questo “non è il momento di toglierli dalle strade e dalle stazioni, anzi oggi ce n’è bisogno di ancora di più”.

Le tensioni all’interno della maggioranza potrebbero emergere già giovedì in commissione Difesa alla Camera, quando inizierà l’esame di una risoluzione presentata dalla Lega che chiede di aumentare il contingente delle Forze armate impegnate nel progetto. Attualmente i militari in campo sono 6.800; la proposta, firmata dal deputato Eugenio Zoffili, prevede l’aggiunta di “almeno altri 1.000 uomini e donne dell’Esercito”.

Nella stessa giornata i gruppi parlamentari leghisti si riuniranno per fare il punto sul tema sicurezza e rafforzare una linea comune. Intanto il ministro della Difesa Guido Crosetto prova a smorzare le polemiche, definite “pretestuose”, chiarendo che non intende ridurre il numero dei militari impiegati “finché non ci sarà un numero idoneo di carabinieri”. Una scelta che, spiega, tiene conto delle esigenze di sicurezza e difesa, ma che spetta al Parlamento valutare. Crosetto ha inoltre annunciato di aver chiesto il rifinanziamento di Strade Sicure “nell’attuale configurazione” e un incremento degli organici dell’Arma.

Parole accolte con favore da Salvini: “Perfetto: confermare le attuali divise e aggiungerne altre è il mio obiettivo”. Sulla stessa linea anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che rivendica la paternità dell’operazione quando era ministro della Difesa e suggerisce, per il futuro, la reintroduzione dei pattugliamenti a piedi nelle zone più a rischio delle città.

Il dibattito sulla sicurezza si intreccia però con le diverse sensibilità dei partiti di maggioranza rispetto agli scenari internazionali. Forza Italia, attraverso Maurizio Gasparri, sottolinea come le crisi in Medio Oriente e in Ucraina impongano di destinare prioritariamente i militari ai teatri esterni. La posizione azzurra resta comunque quella di non sostituire i militari in strada fino a quando non verranno stanziate risorse sufficienti per rafforzare polizia e carabinieri. “Fino ad allora, l’operazione Strade Sicure proseguirà”, ribadisce Gasparri.

Anche il vicepremier e leader di FI Antonio Tajani richiama alla necessità di compromessi: il coordinamento della sicurezza spetta alle forze di polizia, ma in situazioni particolari il contributo delle Forze armate può essere utile. Dal canto suo, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, minimizza le divisioni: “Nel centrodestra cambia il modo di raggiungere lo stesso obiettivo, cioè garantire maggiore sicurezza nelle città, nelle stazioni e nelle strade”.

La risoluzione leghista ricorda che l’attuale governo ha già rafforzato Strade Sicure fino a raggiungere circa 6.000 militari in 58 province, a presidio di mille siti sensibili, più 800 militari impiegati nel progetto “Stazioni Sicure”. Da qui l’impegno richiesto all’esecutivo ad aumentare ulteriormente il contingente.

Sul fronte politico, intanto, la Lega registra due defezioni: i deputati Attilio Pierro e Davide Bergamini sono passati al gruppo misto, ma in Forza Italia si dà per scontato un loro futuro ingresso. Una mossa che, secondo fonti parlamentari, avrebbe irritato Salvini. Bergamini motiva l’addio con “differenze emerse su diverse linee di politica interna ed europea”, precisando però che la sua collocazione resta nel centrodestra e a sostegno del governo. A chi gli chiede se passerà a FI, risponde: “Ci potranno essere interlocuzioni, ma è prematuro parlarne”.

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