È stato assolto perché “il fatto non sussiste” il 57enne finito a processo a Teramo con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una ventenne. L’uomo era stato denunciato dalla giovane per presunte molestie avvenute nei pressi della stazione ferroviaria di Giulianova.
Nel corso del dibattimento, i giudici del tribunale hanno ritenuto più credibile la versione fornita dall’imputato, che in aula ha dichiarato apertamente il proprio orientamento sessuale. “Sono omosessuale e non ho alcun interesse per le donne, per questo non posso averla mai toccata”, ha affermato durante il processo, celebrato a oltre due anni dal suo arresto.
Secondo la ricostruzione della denunciante, mentre era seduta su una panchina in attesa di un autobus, sarebbe stata avvicinata dall’uomo, da lei descritto in evidente stato di ubriachezza. Dopo alcune avance verbali, il 57enne avrebbe iniziato a palpeggiarla nelle parti intime, continuando fino all’arrivo di un amico della ragazza, che le avrebbe permesso di allontanarsi.
La giovane aveva ribadito questa versione una settimana dopo, presentando denuncia ai carabinieri, anche in seguito a un nuovo incontro con l’uomo nei pressi della stazione. Tuttavia, il collegio giudicante, presieduto da Claudia Di Valerio, non ha ritenuto la ricostruzione sufficientemente attendibile.
Nel corso del processo sono state ascoltate numerose testimonianze e analizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Determinanti, secondo i giudici, sono stati i riscontri oggettivi e le incongruenze emerse nel racconto della presunta vittima, a fronte della versione dell’imputato.
L’uomo ha raccontato che l’incontro sarebbe stato di natura amichevole: “Lei si avvicinò a me perché incuriosita dal fatto che mi stessi mettendo lo smalto sulle unghie. Per quasi un’ora mi fece domande. Prima di andare via, l’ho salutata con un colpetto sul ginocchio. Non l’ho mai toccata in altre parti del corpo”.
Dopo la denuncia, il 57enne era stato arrestato e condotto in carcere, anche in considerazione di un precedente provvedimento che gli imponeva il divieto di avvicinamento ai familiari per un altro procedimento. Al termine del processo, però, il tribunale ha disposto l’assoluzione con formula piena.








